COLLEZIONI

Stagioni 1996-1998

STAGIONI Un viaggio, quello di Massimo Bollani, un viaggio nelle infinite possibilità espressive del colore. Un lungo viaggio cominciato anni fa e non ancora terminato. I quadri di Bollani narrano storie. I racconti del pittore e quelli stregati della natura e delle sue creature. I fiori, gli alberi, i paesaggi, gli oggetti raccontano se stessi, immersi in un silenzio che li isola ma non li snatura. Emblematica la scelta di esprimersi in serie. Quasi si volesse sondare ogni possibilità espressiva di un soggetto. I girasoli, le sedie, gli spaventapasseri acquistano nuovi inattesi significati se osservati in serie. Le tele dialogano tra loro, la narrazione continua da una versione all’altra, regalandoci le mille sfaccettature di una natura ricca di ricordi. Ma Bollani va oltre alla semplice trascrizione della realtà. La natura diventa veicolo per un dialogo tutto interiore, mezzo per rappresentare i propri stati d’animo. Espressionismo, dunque, nel senso più proprio del termine. E per averne conferma basta osservare i suggestivi campi di girasoli, arsi dal sole o protesi verso un ultimo raggio di luce in attesa dell’oscurità della sera. Nelle ultime prove figurative i contrasti tonali diventano più intensi e vibranti. L’artista predilige tinte più acide e accese. Nascono le serie del granoturco, dei fichi d’india e degli ultimi paesaggi. Viene a mancare l’uso dello sfumato e del chiaroscuro, a favore di larghe campiture di colori puri, giustapposti in modo sapiente in armonici contrasti. Assistiamo a questa maturazione stilistica come a una giusta evoluzione, il frutto di una lunga e intensa riflessione sulle potenzialità espressive del colore e della luce. Il colore è steso con pennellate sempre più corpose e materiche. La luce sembra corrodere la realtà, divorandone i contorni. Ma nonostante la violenza degli accostamenti non si smarrisce mai l’armonia e quell’atmosfera poetica che permea tutte le tele di Bollani. Simona Bartolena